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TIM, la svolta dopo anni difficili. Pietro Labriola: conti in ripresa

Pietro Labriola

TIM, la svolta dopo anni difficili. Pietro Labriola: conti in ripresa

Dopo una lunga fase di ristrutturazione e il complesso percorso di separazione della rete, il Gruppo guidato da Pietro Labriola guarda al 2026 con maggiore fiducia, forte di conti in miglioramento e di un rinnovato interesse da parte del mercato. A fare da bussola è la strategia industriale che punta su infrastrutture, servizi digitali e alleanze tecnologiche, con Nvidia tra i potenziali partner.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: TIM torna in utile e riconquista i mercati

I numeri presentati lo scorso novembre hanno segnato un punto di discontinuità: nel terzo trimestre TIM ha registrato un utile netto di 23 milioni di euro per la capogruppo, tornando in positivo dopo anni difficili. Nei primi nove mesi dell’anno la perdita si è ridotta a 109 milioni, in netto miglioramento rispetto agli oltre 500 milioni di rosso dello stesso periodo del 2024. Un contributo decisivo è arrivato dal Brasile, dove Tim Brasil ha chiuso il trimestre con un utile di circa 195 milioni di euro. “Siamo in linea con il budget e sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi previsti per l’intero esercizio”, aveva spiegato Pietro Labriola, rivendicando una “solida performance operativa e finanziaria” sia in Italia sia in Sud America. Un messaggio rafforzato dal ritorno sul mercato obbligazionario con un bond da 500 milioni di euro, accolto con una domanda sei volte superiore all’offerta: un segnale chiaro della rinnovata fiducia degli investitori dopo la separazione della rete nel 2024.

Pietro Labriola: sinergie con Poste e dialogo aperto con partner strategici

Parallelamente, TIM ha avviato una serie di iniziative strategiche con Poste Italiane, che spaziano dall’offerta congiunta nel settore energia al cross selling, fino all’utilizzo della rete TIM da parte di PosteMobile e a una possibile joint venture nel cloud. Un tassello chiave nella trasformazione del Gruppo in operatore infrastrutturale e digitale. Ma è sul fronte tecnologico che si gioca una delle partite più interessanti del 2026. In occasione della call di novembre, i vertici di TIM hanno confermato l’esistenza di contatti con partner d’eccellenza. “Le infrastrutture, sia la rete sia i data center, sono e saranno sempre più rilevanti in futuro – aveva spiegato Elio Schiavo, responsabile di Tim Enterprise –”. “La capacità di calcolo non è nulla senza la connettività – aveva quindi concluso l’AD Pietro Labriola Noi possediamo bassa latenza e uplink, non controlliamo più la fibra passiva ma possediamo un backbone molto esteso. Con queste premesse è ovvio che siamo l’attore posizionato meglio per cogliere le opportunità maggiori”.

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