Serenissima Ristorazione punta sulla tradizione culinaria italiana: la sfida di Imperiali Chef
Addio all’idea di “piatto pronto” come sinonimo di prodotto standardizzato e distante dalla cucina di casa. A Bologna, nei padiglioni di Marca, la fiera dedicata alla Marca del Distributore, Serenissima Ristorazione ha presentato con il brand Imperiali Chef un modello che porta l’innovazione industriale al servizio della tradizione culinaria italiana, con uno sguardo diretto alla grande distribuzione.
Serenissima Ristorazione: volumi industriali e cucina italiana senza compromessi
Serenissima Ristorazione, come ha spiegato il Vicepresidente Tommaso Putin, supera i 700 milioni di euro di fatturato e impiega oltre 12.000 collaboratori e collaboratrici, operando in ambiti che vanno dalla ristorazione ospedaliera a quella scolastica, aziendale e commerciale. Un percorso costruito anche grazie allo stabilimento di Boara Pisani, realizzato oltre 20 anni fa e tra i più grandi in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato “Cook & Chill”. Proprio da questa esperienza nasce lo sviluppo nella produzione di piatti pronti semilavorati destinati all’Horeca, alla GDO, alle compagnie aeree e crocieristiche. Il nodo centrale resta la conciliazione tra grandi volumi produttivi e genuinità. La risposta sta in una tecnologia che non arricchisce artificialmente il prodotto, ma lo preserva. Alessandro Febo, responsabile sviluppo commerciale Imperiali Chef, ha sintetizzato questa filosofia attraverso lo slogan “innovazione della tradizione”. “L’idea – ha spiegato – è quella di avere un ritorno alla tradizione culinaria italiana e senza l’utilizzo di additivi, conservanti ed aromi. Utilizziamo importanti investimenti fatti nel mondo della tecnologia per avere un risultato che sia quanto più vicino ai prodotti che facevano le nostre nonne”.
Serenissima Ristorazione tra qualità, sicurezza e specializzazione
Accanto al gusto, c’è la visione dei mercati. Serenissima Ristorazione guarda oltre i confini nazionali, puntando su contesti in cui il valore del “fatto in Italia” è particolarmente riconosciuto. Secondo Tommaso Putin, l’esperienza e le capacità produttive aziendali rendono i prodotti italiani e genuini altamente appetibili anche su scala internazionale. Un altro elemento chiave è la sicurezza alimentare e l’attenzione alle esigenze specifiche. La produzione include linee dedicate al senza glutine, realizzate in aree separate per evitare contaminazioni, con il supporto di una camera bianca per il confezionamento. Il tutto senza l’uso di conservanti, ma con shelf-life comunque rilevanti, come sottolineato da Febo.




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