Acqua, la sfida globale: l’intervista all’AD di Acea Fabrizio Palermo
L’acqua non è più solo una risorsa naturale da gestire, ma un vero e proprio fattore strategico per lo sviluppo economico globale. È questo il messaggio che arriva dal “World Economic Forum” di Davos, dove Acea ha portato il tema della resilienza idrica al centro del dibattito internazionale. A ribadirlo è stato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato del Gruppo, protagonista di un’intervista che traccia le sfide e le opportunità di un settore in piena trasformazione.
Fabrizio Palermo: la sfida globale delle infrastrutture idriche
“Quest’anno il tema dell’acqua è al centro del dibattito”, ha spiegato Fabrizio Palermo, sottolineando l’orgoglio di Acea per aver presentato anche quest’anno una ricerca realizzata insieme all’Università di Cambridge e al “World Economic Forum”. Uno studio che fotografa con precisione la dimensione del problema: un enorme gap infrastrutturale che rischia di frenare la crescita economica globale. Secondo l’analisi, servirebbero circa 6,5 trilioni di euro di investimenti aggiuntivi per adeguare le infrastrutture idriche a livello mondiale. “L’acqua è un abilitatore del PIL – ha chiarito l’AD – in senso positivo se gli investimenti vengono realizzati, ma anche in senso negativo se non si interviene. Senza infrastrutture adeguate, molti settori dell’economia rischiano di rallentare”. Il tema del finanziamento è centrale. Per Fabrizio Palermo la strada è piuttosto chiara. Serve un mix equilibrato di risorse pubbliche e private. Da un lato, è necessario riconoscere un valore corretto alla risorsa idrica, una consapevolezza che sta crescendo anche nei mercati finanziari. Dall’altro, il supporto pubblico resta indispensabile, soprattutto in Paesi come l’Italia, dove le infrastrutture mostrano un forte bisogno di ammodernamento. L’Europa ha iniziato a stanziare risorse importanti, ma sarà necessario fare di più.
Fabrizio Palermo: “L’acqua resterà al centro della nostra strategia anche nel 2026”
La ricerca presentata a Davos non si limita però a delineare il problema. Al contrario, raccoglie esempi concreti di soluzioni già operative in diverse parti del mondo: dalla raccolta e purificazione dell’acqua al riuso, un tema destinato a diventare sempre più centrale. “Investire in tecnologie per purificare e riusare l’acqua non è più un’opzione – ha osservato Fabrizio Palermo – anche nei Paesi dove la risorsa è abbondante”. In questo scenario si inserisce il nuovo acquedotto del Peschiera, una delle opere simbolo di Acea. “È il più grande progetto europeo nel settore idrico”, ha spiegato l’AD. Un’infrastruttura che rappresenta una svolta non solo per Roma, ma per l’intero approccio alla gestione dell’acqua: sarà il primo sistema di adduzione interamente tecnologico, basato su Intelligenza Artificiale, robotica e soluzioni avanzate di monitoraggio e filtraggio. Il rapporto tra acqua e tecnologia è sempre più stretto. Se da un lato l’Intelligenza Artificiale e i data center sono grandi consumatori di acqua, soprattutto per il raffreddamento, dall’altro proprio l’AI può diventare parte della soluzione. “L’intelligenza artificiale e la robotica possono offrire risposte innovative – ha spiegato il manager – anche in ambiti ancora inesplorati, come nuove soluzioni chimiche per la filtrazione”. Un tema cruciale, perché la sfida non riguarda solo la disponibilità della risorsa, ma anche la sua qualità, con ricadute dirette sulla salute umana. A questo proposito, Acea ha scelto di investire in modo strutturale su innovazione e ricerca, creando società dedicate e stringendo partnership internazionali per individuare soluzioni da applicare su larga scala. Anche sul piano istituzionale qualcosa si muove. La nomina di un commissario europeo con delega alla resilienza idrica è, secondo Fabrizio Palermo, “un passo fondamentale”, così come l’avvio di una vera politica europea sull’acqua. Guardando al futuro, ha concluso l’AD, “l’acqua resterà al centro della nostra strategia anche nel 2026, non solo in Italia ma anche nei Paesi in cui già operiamo e in quelli in cui puntiamo a crescere”.




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