×

Agatha Christie e il giallo raccontati da Federico Motta Editore

Federico Motta Editore

Agatha Christie e il giallo raccontati da Federico Motta Editore

Federico Motta Editore celebra Agatha Christie, la “regina del giallo”, in occasione del cinquantesimo della sua morte con un approfondimento sul ruolo della scrittrice nell’evoluzione del giallo moderno e sull’eredità lasciata da personaggi come Hercule Poirot e Miss Marple.

Federico Motta Editore

L’articolo di Federico Motta Editore su Agatha Christie e il giallo moderno

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Agatha Christie, ricorso il 12 gennaio di quest’anno, Federico Motta Editore ha dedicato un articolo all’inimitabile scrittrice inglese. Riconosciuta universalmente come “la regina del romanzo giallo”, l’autrice ha contribuito a definire i canoni di un genere letterario che continua tutt’oggi ad affascinare milioni di lettori. Complice l’influenza degli iconici personaggi da lei inventati, come Hercule Poirot e Miss Marple, e gli oltre due miliardi di copie vendute. Si parte sempre da un enigma che appare irrisolvibile e da un numero ristretto di sospettati, si disseminano indizi nel corso della storia con estrema abilità e si conclude con una soluzione che ristabilisce l’ordine delle cose grazie a intuito e ragione. Seppure sia innegabile l’ascendenza di Agatha Christie su questo tipo di romanzo, il giallo è un genere nato ben prima di lei. Il primo racconto poliziesco della storia risale infatti al XIX secolo e coincide con I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe. Allo scrittore di Boston sono poi seguiti altri grandi autori come Arthur Conan Dyle, il creatore del geniale detective Sherlock Holmes. La mente che ha dato vita a capolavori del calibro di “Assassinio sull’Orient Express” non ha fatto altro che raccogliere l’eredità dei suoi predecessori e perfezionarla, trasformando il giallo in un gioco intellettuale raffinato che chiama il lettore a risolvere il mistero insieme al protagonista.

Federico Motta Editore: le origini del termine “giallo”

Nel saggio di Marco Camerani intitolato Giallo, noir, detective story, inserito nel volume del Novecento della Storia della civiltà europea di Federico Motta Editore, si indaga sull’origine del termine “giallo”, usato in Italia per riferirsi al romanzo poliziesco. Nel 1929, racconta Camerani, la Casa Editrice Mondadori lanciò una collana di romanzi polizieschi, caratterizzati da una copertina di colore giallo acceso. Si trattava per lo più di traduzioni di autori stranieri, come appunto Agatha Christie, Edgar Wallace e Georges Simenon, che nella loro nuova veste riscossero un enorme successo. Fu così che, in poco tempo, il colore della copertina finì per identificare il contenuto di quei libri. Il termine “giallo” cominciò quindi ad affermarsi con prepotenza nel linguaggio comune per indicare quel genere narrativo che include anche il noir, il thriller e le contaminazioni contemporanee. Si tratta, dunque, di un’espressione nata per caso, ma che oggi è parte integrante del nostro linguaggio culturale.

Commento all'articolo