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Agostino Scornajenchi (Snam): il gas riporta l’Italia al centro dell’Europa energetica

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi (Snam): il gas riporta l’Italia al centro dell’Europa energetica

Con l’arrivo di Agostino Scornajenchi alla guida di Snam, il Gruppo ha avviato una fase di riposizionamento che mette al centro infrastrutture solide, diversificazione delle fonti e rafforzamento del ruolo internazionale dell’Italia nei flussi energetici. Dalla nuova Energy House di Milano emerge un’impostazione manageriale orientata alla concretezza industriale e alla costruzione di un sistema più stabile, capace di affrontare con strumenti strutturali le fragilità emerse durante la recente crisi energetica.

Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam

Agostino Scornajenchi: la nuova centralità energetica dell’Italia

Dopo una lunga fase in cui si ipotizzava una contrazione strutturale dei consumi, il gas naturale è tornato al centro del sistema energetico italiano. I segnali più recenti mostrano una domanda in ripresa e una solidità finanziaria che ha consentito a Snam di migliorare le proprie prospettive industriali, accompagnando la crescita con una riduzione dell’indebitamento. Un’evoluzione che contraddice le letture più pessimistiche seguite alla crisi del 2022. Per Agostino Scornajenchi, il gas resta una leva essenziale per un Paese manifatturiero come l’Italia. La flessione dei consumi registrata negli anni scorsi, ha sottolineato, è stata in parte il riflesso della perdita di capacità produttiva nazionale: un costo economico e sociale che oggi appare più evidente. Attualmente, circa metà dell’energia elettrica prodotta nel Paese dipende ancora dal gas che attraversa le infrastrutture di Snam, confermando la centralità di questa fonte. Un tassello fondamentale è rappresentato dagli stoccaggi. Spesso poco visibili nel dibattito pubblico, costituiscono una garanzia di stabilità di lungo periodo. A differenza delle batterie elettriche, che assicurano copertura per poche ore, gli stoccaggi possono garantire continuità energetica per mesi, offrendo protezione contro shock geopolitici o climatici.

Agostino Scornajenchi: la strategia infrastrutturale di Snam

Lo scenario europeo rafforza questa impostazione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato un significativo piano di nuova capacità termoelettrica, a conferma del fatto che il gas continua a rappresentare un pilastro del mix energetico continentale. Parallelamente, Snam ha completato un percorso di diversificazione che ha ridotto drasticamente la dipendenza dalla Russia. Tra le infrastrutture chiave figurano il Trans Adriatic Pipeline, i rigassificatori di Piombino e Ravenna, e la crescita del gas naturale liquefatto, che oggi copre circa un terzo delle forniture, con un contributo sempre più rilevante degli Stati Uniti. Il divieto europeo al gas russo previsto dal 2027 accelera ulteriormente questa trasformazione. Non tutti i Paesi membri procedono alla stessa velocità, e proprio questa asimmetria può offrire nuove opportunità competitive all’Italia. Da mercato finale di consumo, il Paese sta progressivamente assumendo il ruolo di transito verso il Nord e l’Est Europa. Per sostenere questa evoluzione, il Gruppo guidato da Agostino Scornajenchi sta investendo nel potenziamento delle centrali di compressione e nell’ottimizzazione della rete, con l’obiettivo di esportare fino a 14 miliardi di metri cubi l’anno entro la fine del decennio. Il nuovo Piano Industriale integra diversi vettori energetici: gas naturale, biometano e, in prospettiva, idrogeno. L’approccio privilegia la sicurezza e la continuità della fornitura rispetto a contrapposizioni ideologiche tra fonti. In questo quadro trova spazio anche la cattura e lo stoccaggio della CO₂, tecnologia già matura su scala industriale e considerata strategica per conciliare competitività e obiettivi climatici, a condizione di un quadro regolatorio stabile e costi sostenibili.

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