Cortina e le Olimpiadi, la visione di Alessandro Benetton: sviluppo sì, ma con le comunità
Cortina non è solo una località simbolo dello sport invernale italiano, ma un “posto del cuore”. Lo racconta Alessandro Benetton, intervistato dal “Corriere della Sera”, ripercorrendo il legame profondo che lo unisce alle Dolomiti e il ruolo chiave avuto nei Mondiali di sci del 2021, considerati da molti il vero banco di prova in vista delle Olimpiadi Invernali.
Alessandro Benetton sui grandi eventi: “Mantenere il legame con il territorio e lasciare qualcosa di concreto”
Per l’imprenditore e Presidente di Edizione, i grandi eventi hanno senso solo se riescono a produrre benefici duraturi. “La cosa più importante è mantenere il legame con il territorio e lasciare qualcosa di concreto”, spiega Alessandro Benetton. I Mondiali di Cortina, organizzati in piena pandemia, sono stati per lui motivo di orgoglio: un evento chiuso in utile, capace di generare speranza in uno dei momenti più difficili e di attivare un indotto importante, valorizzando le competenze locali. Il manager ricorda il suo coinvolgimento: dopo un primo rifiuto, accettò l’incarico su richiesta della Federazione Italiana Sport Invernali per guidare una sorta di “governo tecnico” che rimettesse in carreggiata tempi e lavori. “Siamo ripartiti con entusiasmo e innovazione, portando a termine la missione”, racconta, sottolineando come quell’esperienza abbia funzionato da laboratorio organizzativo e umano.
Alessandro Benetton: Cortina nel cuore e lo sguardo lontano
Cortina, del resto, è per lui una seconda casa. Dall’infanzia sugli sci alle prime esperienze “professionali” da caddy in un campo da golf, il rapporto con il territorio è fatto di ricordi personali e affetto autentico. Proprio “l’amore per questa terra” lo ha spinto ad accettare la sfida dei Mondiali. Guardando alle Olimpiadi, Alessandro Benetton invita a superare una visione puramente spettacolare. La vera sfida, dice, è la sostenibilità sociale: evitare che la montagna diventi un luogo esclusivo, riservato a pochi, e fare in modo che investimenti e visibilità internazionale siano in sintonia con chi vive quei luoghi ogni giorno. A colpirlo, durante una recente messa a Cortina, è stato il richiamo del parroco al tema della natalità: senza bambini e comunità vive, nemmeno le strutture più belle hanno futuro. Il suo pensiero corre a una frase di Michael Schumacher, a cui è molto legato: “Quando devi affrontare una curva al massimo della velocità e della precisione devi guardare molto lontano – spiega il manager – Guardare lontano significa pensare ai benefici per la gente locale”. Tra sci, surf e nuove passioni condivise con il figlio, Alessandro Benetton continua a vivere lo sport come una scuola di vita. E proprio dal surf arriva la metafora finale: essere nel posto giusto, al momento giusto, pronti a prendere l’onda. Una lezione che vale anche per Cortina e per le Olimpiadi in corso.



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