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Cristina Scocchia: perché il prezzo del caffè cresce

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: perché il prezzo del caffè cresce

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè, ha analizzato le cause dell’aumento del prezzo del caffè, spiegando come crisi climatica e speculazione finanziaria influenzino il costo della materia prima. Intanto, la strategia dell’azienda triestina contribuisce a rafforzare la quota di mercato.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: il prezzo del caffè tra crisi climatica e speculazione

La CEO di Illycaffè Cristina Scocchia ha spiegato cosa si nasconde dietro l’aumento del prezzo del caffè di questi anni, soffermandosi sull’influenza di fattori come i cambiamenti climatici e le speculazioni finanziarie. Dopo un periodo di stabilità tra il 2015 e il 2021 con un costo che si aggirava intorno ai 100 centesimi per libbra, a partire dal 2022 il prezzo del caffè ha iniziato a crescere vertiginosamente, fino a raggiungere i 250 centesimi per libbra. Anziché scendere, ha poi continuato a salire, arrivando a superare i 400 centesimi per libbra, ovvero quattro volte la media storica. La manager alla guida dell’azienda del caffè ha confermato che i fenomeni climatici, soprattutto nei Paesi produttori di caffè come Brasile e Vietnam, spiegano in parte l’impennata dei prezzi. Ma non del tutto. Secondo Cristina Scocchia, la principale causa risiede nella speculazione finanziaria. “Il prezzo così alto della materia prima non è più legato alle dinamiche di domanda e offerta, quindi a madre natura, ma è dovuto ai mercati finanziari e all’effetto speculazione”. In questo contesto già delicato si inseriva all’epoca il tema dei dazi che, in un secondo momento, il Presidente degli Stati Uniti Trump ha deciso di revocare su centinaia di prodotti, tra cui appunto il caffè. Una decisione che la CEO di Illycaffè ha accolto positivamente, dal momento in cui gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato più importante, pesando il 20% sul fatturato dell’azienda.

Cristina Scocchia: la strategia di Illycaffè

Nonostante l’incremento del prezzo, la domanda globale di caffè continua ad aumentare in alcuni Paesi. Stando alle previsioni, come evidenziato da Cristina Scocchia, questo trend interesserà soprattutto Stati Uniti ed Europa, che stanno intensificando il consumo di caffè. Più lenta, invece, la crescita in altri Paesi. L’Asia, e la Cina in particolare, è ancora parecchio legata alla tradizione del tè, per cui la penetrazione del caffè è comunque ridotta. Illycaffè ha quindi deciso di rafforzare il proprio focus sul mercato europeo. L’Italia, in cui l’azienda realizza un terzo del suo fatturato, resta un mercato chiave. Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Svizzera rappresentano poi importanti aree di sviluppo. “Vorremmo considerare gli stati d’Europa una priorità a livello di investimenti poiché costituiscono un mercato sicuro – aveva sottolineato la manager – Per aziende italiane come la nostra, vi è la possibilità di raddoppiare il fatturato e la penetrazione nel giro di cinque anni, per questo riceveranno da parte nostra maggiore attenzione e risorse”. A confermare questo approccio è la recente acquisizione di un distributore svizzero e l’annuncio di 130 milioni di investimenti previsti a Trieste per aumentare la capacità produttiva. Rispetto al tema dei rincari, Illycaffè ha preferito perseguire una strada più responsabile, versando a valle un terzo dell’aumento del costo della materia prima e assorbendo il resto sui margini. Una strategia che ha permesso di rafforzare la quota di mercato, con una crescita del 12% nei primi dieci mesi del 2025.

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