Ecomondo 2025, Luca Dal Fabbro (Iren): serve piano strategico per le materie prime critiche
Intervenuto a Ecomondo 2025, Luca Dal Fabbro ha presentato il nuovo studio Iren – TEHA sulle materie prime critiche, sottolineando la necessità di un piano italiano ed europeo per ridurre la dipendenza estera e rafforzare le catene di approvvigionamento: l’intervista rilasciata dal Presidente di Iren a “Il Giornale d’Italia”.
Luca Dal Fabbro: la necessità di un piano italiano ed europeo per le materie prime critiche
Le materie prime critiche rappresentano il motore di industrie strategiche per il Paese come la difesa, il medicale e l’ambiente. Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro lo ha ribadito in occasione di Ecomondo 2025, durante la presentazione del terzo studio Iren – TEHA sulle materie prime critiche. Un tema che sta generando tensioni geopolitiche tra le grandi potenze industriali del mondo, quali Stati Uniti e Cina, che si contendono il controllo delle catene di approvvigionamento di terre rare e minerali critici. In tale contesto, si palesa l’esigenza per l’Europa di spingere sulle strategie di diversificazione e rafforzamento delle supply chain. “Il 22% del PIL europeo dipende direttamente o indirettamente dalle importazioni di queste materie”, ha sottolineato il manager. L’Italia è tra i Paesi del Vecchio Continente più esposti alla dipendenza, con circa il 31% del PIL legato a settori fortemente dipendenti da esse. “Dagli studi fatti – ha riportato Luca Dal Fabbro – emerge la necessità di creare un piano strategico. Io credo che il Piano Mattei del Governo sia un ottimo strumento per lavorare sulle materie prime critiche e credo anche che le altre due direttrici debbano essere: promuovere uno storage, uno stoccaggio europeo possibilmente in Italia delle materie prime critiche più importanti nel caso di rischi geopolitici e di embargo e poi il recupero”.
Luca Dal Fabbro: il riciclo per limitare la dipendenza dell’Italia
Iren è stata la prima in Europa a costruire, in provincia di Arezzo, un impianto per il recupero delle materie prime critiche. I risultati dell’analisi condotta enfatizzano però il fatto che, sul piano del contributo dell’economia circolare, ci si trovi già in una fase di rincorsa. “Come Europa e come Italia – ha evidenziato Luca Dal Fabbro – dobbiamo fare un nuovo progetto di industrializzazione che va nella direzione del recupero e del riciclo, quindi con gli impianti come quello che abbiamo installato ad Arezzo. In secondo luogo è necessaria una politica di stoccaggio europeo che possa ridurre la nostra dipendenza. Una serie di partnership europee per acquisire alcune materie prime critiche e il piano del Governo Mattei potrebbero poi essere un ottimo strumento”. Secondo il Presidente di Iren, il recupero potrebbe incidere fino a un terzo sulla dipendenza. “Può essere essenziale su alcune materie prime critiche, considerando che siamo la seconda potenza industriale dell’Europa ne abbiamo molto bisogno”, ha aggiunto. Lo studio mette in luce quali sono le materie prime critiche più sensibili, evidenziando quali potrebbero essere le politiche per facilitarne l’importazione, lo sfruttamento e il recupero attraverso riciclo e valorizzazione dei rifiuti. “Questo è il primo passo – ha concluso Luca Dal Fabbro – lo stoccaggio europeo può essere il secondo, le partnership internazionali il terzo”.




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