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Enel, Flavio Cattaneo: l’Italia deve recuperare il gap energetico con un piano di produzione

Flavio Cattaneo

Enel, Flavio Cattaneo: l’Italia deve recuperare il gap energetico con un piano di produzione

L’Italia non riesce a sopperire alla domanda interna di energia ed è costretta a importarne il 16%. Il CEO di Enel Flavio Cattaneo: con la crescita della richiesta globale, il rischio in futuro non sarà solo il prezzo ma l’effettiva disponibilità di energia.

Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: l’Italia produce meno energia di quanta ne consuma

Ospite al convegno “Accendere il futuro – L’Italia e la sfida della transizione energetica”, il CEO di Enel Flavio Cattaneo ha fornito un quadro dell’attuale scenario energetico, in cui l’ostacolo del prezzo potrebbe presto essere rimpiazzato da uno ancora più grande. “La domanda energetica – ha spiegato il manager – cresce in tutto il mondo e nel futuro il problema potrebbe non essere più il prezzo, ma avere o non avere energia, soprattutto in un Paese corto come l’Italia, che produce meno energia di quanta ne consumi ed è costretta a importarne circa il 16%”. Altri Paesi, come la Spagna, ne producono più del proprio fabbisogno e quindi la esportano. A trainare la crescita della domanda nei prossimi anni saranno, secondo il manager, usi domestici e industriali, mobilità elettrica, data center e diffusione dell’IA. Quest’ultima, in particolare, richiede una quantità di energia significativa. “Secondo l’IEA – ha proseguito il CEO – in dieci anni i consumi aumenteranno del 40% nel mondo e del 20% in Italia. L’energia diventerà quindi sempre più strategica e i Paesi europei tenderanno a esportarne meno per coprire la domanda interna”. La stessa Enel, che non è più monopolista da tempo, oggi produce solo il 10% della domanda nazionale.

Dalla semplificazione delle autorizzazioni al repowering dell’idroelettrico: le proposte di Flavio Cattaneo

Come può l’Italia far fronte a questo gap energetico? Per Flavio Cattaneo bisognerebbe ricorrere a un grande piano di produzione di energia attraverso lo sviluppo delle rinnovabili e la semplificazione dell’iter per le autorizzazioni. È anche in quest’ottica che Enel ha lanciato, nel 2025, il contest WinDesign, il cui scopo è la riprogettazione delle turbine eoliche finalizzata a una migliore integrazione paesaggistica e a un ridotto impatto ambientale. Alle rinnovabili andrebbe poi affiancata una produzione programmabile a zero emissioni, come il nucleare di ultima generazione. “Parliamo – ha precisato il manager – di impianti delle dimensioni di capannoni, è bene ricordarlo, quindi con impatto molto minore rispetto alle tecnologie tradizionali”. Per quanto riguarda il caro energia, il CEO di Enel ha sottolineato come sia un problema che interessa soprattutto chi paga il prezzo all’ingrosso, ovvero le grandi aziende energivore che rischiano la delocalizzazione. A incidere particolarmente sull’ago della bilancia è la dipendenza dal gas. “Poiché abbiamo un mix di produzione troppo dipendente dal gas – ha concluso Flavio Cattaneo – siamo molto esposti alla volatilità del prezzo di questa materia prima e al costo del meccanismo Ets, che tassa le emissioni di CO2 legate a fonti fossili”.

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