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Energia, l’AD di Snam Agostino Scornajenchi: il tema non è come sostituire ma come integrare

Agostino Scornajenchi

Energia, l’AD di Snam Agostino Scornajenchi: il tema non è come sostituire ma come integrare

“Non ha più senso parlare di energy transition ma di energy integration”: l’AD di Snam Agostino Scornajenchi lo ha sottolineato in un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”. Il gas? Sarà centrale ancora per molti anni ma occorre creare le condizioni giuste.

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Agostino Scornajenchi: il tema è come “integrare in modo intelligente”

Agostino Scornajenchi è arrivato alla guida di Snam a maggio, ma la sua impronta nella gestione del Gruppo è già evidente”, sottolinea “Il Sole 24 Ore” introducendo una lunga intervista all’AD in cui fa il punto sui progetti in cui Snam è impegnata nel Paese. “Siamo davanti a uno scenario energetico in profonda trasformazione in cui non ha più senso parlare di energy transition ma di energy integration perché, in un mondo che consuma sempre più energia, serve equilibrio per gestire in modo ordinato una domanda crescente”, ha spiegato l’AD rimarcando il forte impegno di Snam nel disegnare concretamente il futuro dell’energia. L’Italia resta il focus primario: “Lo è nel piano ereditato e lo sarà nei piani futuri tanto che, solo nel 2025, investiremo circa 3 miliardi di euro nel sistema gas italiano, con un forte incremento rispetto agli anni scorsi. Abbiamo 700 cantieri nella penisola, il 25% in più del 2024, quasi la metà al centro sud. E, per venire incontro all’inversione dei flussi del gas, bisognerà rafforzare le infrastrutture, a cominciare dalla Linea Adriatica”. Il gas continuerà, quindi, a rivestire un ruolo chiave per molti anni a venire. In un contesto che vede l’80% dei consumi mondiali ancora legato a fonti tradizionali (il 70% in Europa), secondo Scornajenchi “il tema non è come sostituire qualcosa”, ma piuttosto “come integrare in modo intelligente”.

Agostino Scornajenchi: decarbonizzare non significa deindustrializzare

Se il gas resta centrale, fondamentale è però creare le condizioni giuste. Lo rimarca Agostino Scornajenchi nell’intervista pubblicata il 25 settembre: “Fino a qualche anno fa Snam gestiva una infrastruttura terrestre all’interno di un sistema molto sbilanciato su un’area del mondo. Ora i flussi dalla Russia sono pressoché azzerati e il gas arriva da rotte diverse. Abbiamo accelerato, grazie anche al successo di iniziative portate avanti da Eni, i flussi di gas in arrivo dal Nord Africa ed è cresciuta la quota di gas che giunge in Italia via nave e che ha bisogno di terminali di rigassificazione”. Scornajenchi sottolinea anche l’importanza del ruolo che il nostro Paese può ricoprire in questo nuovo scenario: “Un tempo eravamo prevalentemente un Paese di destinazione del gas, oggi siamo in una posizione diversa e possiamo contribuire al riequilibrio dei flussi europei. Se l’Europa vuole effettivamente abbandonare il gas russo, dovrà fare in modo che i Paesi dell’Est europeo possano ricevere flussi da direzioni opposte a quelle storiche, e l’Italia è in posizione strategica per accompagnare questo processo”. E sulla necessità di decarbonizzare, l’AD di Snam osserva che “decarbonizzare non significa deindustrializzare: la parola chiave è integrazione e non sostituzione”. In quest’ottica, aggiunge infine l’AD, “è chiaro che per alcuni settori, penso agli energivori, non si può fare riferimento solo alle rinnovabili ma bisogna guardare anche ad altre tecnologie, come la Ccs (cattura e stoccaggio del carbonio)”.

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