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Il futuro dello sport secondo Marzio Perrelli: media, tecnologia e leadership

Marzio Perrelli

Il futuro dello sport secondo Marzio Perrelli: media, tecnologia e leadership

Lo sport non è più soltanto competizione e spettacolo: oggi è un ecosistema complesso, in cui finanza, media, tecnologia e contenuti si intrecciano in modo sempre più profondo. È questo il filo conduttore della puntata di “Off The Field”, il podcast di ASSI Manager, in cui Massimo Cortinovis dialoga con Marzio Perrelli.

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Media sportivi e diritti, Marzio Perrelli: come cambia il valore dello sport nell’era delle piattaforme

Con alle spalle oltre 25 anni di esperienza ai vertici della finanza, Marzio Perrelli porta nel mondo dei media sportivi un punto di vista poco convenzionale. L’esperienza maturata guidando realtà come Goldman Sachs e HSBC, spiega, non è distante dallo Sport Business: le competenze manageriali, la capacità di leggere i numeri, di gestire la complessità e di guidare le persone sono trasversali e decisive in qualsiasi settore. Nei media, in particolare, la qualità dei contenuti e la visione editoriale rappresentano un vero vantaggio competitivo. Il panorama sportivo ha vissuto un’evoluzione che Marzio Perrelli definisce “clamorosa”. In pochi decenni, dall’entrata in gioco delle pay tv, si è passati da una presenza limitata dello sport nei palinsesti generalisti a un’offerta senza eguali, resa possibile dalla tecnologia e dalla moltiplicazione delle piattaforme. Ciò ha aumentato il valore dei diritti media, ma ha anche innalzato l’asticella: oggi non basta trasmettere eventi, occorre raccontarli in modo distintivo, innovare il linguaggio e mettere il telespettatore al centro dell’esperienza. Un tema centrale dell’intervista riguarda proprio la natura dei diritti sportivi, spesso fraintesa. I diritti, sottolinea Marzio Perrelli, non si acquistano ma si affittano per cicli temporali definiti. Il broadcaster investe, costruisce valore e sviluppa il prodotto, ma questo valore deve essere condiviso con i detentori dei diritti. Un equilibrio delicato, reso ancora più complesso dall’ingresso di nuovi player tecnologici come Amazon e Netflix, la cui presenza nelle aste certifica quanto lo sport sia diventato un potente catalizzatore di attenzione globale.

Marzio Perrelli: lo sport che evolve

Accanto alla dimensione economica, emerge il tema dell’inclusione. Il valore dell’esclusiva varia anche in funzione dell’ampiezza del portafoglio diritti. Tra i progetti più significativi seguiti da Marzio Perrelli c’è l’ampliamento dell’offerta sportiva oltre le discipline tradizionalmente dominanti. Dare spazio agli sport cosiddetti “minori”, garantendo loro gli stessi standard produttivi, significa valorizzarne il potenziale narrativo e costruire un ecosistema più ricco e rappresentativo. Il rapporto con le nuove generazioni impone inoltre un cambio di paradigma. I giovani consumano lo sport in modo rapido, frammentato e digitale: highlights, contenuti brevi, formati verticali e fruizione on demand, diventano rilevanti quanto l’esperienza lineare e passiva. In questo scenario, l’AI diventa una leva strategica: accelera i processi, riduce i costi e apre la strada a contenuti personalizzati e sempre aggiornati. Sul piano della leadership, Marzio Perrelli insiste su alcuni principi chiave: curiosità, ascolto, passione autentica e rifiuto dell’autocompiacimento. La sostenibilità, infine, non è un elemento accessorio ma deve diventare parte integrante del modello di business. Solo così le aziende possono crescere in modo duraturo. E per i giovani che guardano allo Sport Business, le opportunità vanno ben oltre il giornalismo. Finanza, marketing, legal, data analysis, tecnologia e creatività sono ambiti sempre più centrali. “Cambieranno i modi di fruizione, cambierà il modo di venderlo, cambierà il modo di comprarlo, cambierà il modo di raccontarlo – conclude Marzio Perrellima lo sport ha un futuro sempre più roseo”.

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