Valentina Pellegrini: il contributo solidale del ristorante Ruben
Cinque anni fa, in una Milano ferita dalla pandemia, Valentina Pellegrini, attuale Presidente e Amministratore Delegato della Pellegrini S.p.A., raccontava con voce ferma e sguardo appassionato la storia di Ruben, il ristorante “a 1 euro” pensato per chi, all’improvviso, si trova a fare i conti con la povertà.
Valentina Pellegrini: il progetto del ristorante Ruben
Quel progetto è diventato oggi molto più di un luogo dove cenare: è un laboratorio di rinascita sociale che ha coinvolto oltre 20.000 persone in percorsi di sostegno, formazione e reinserimento lavorativo. Quando nel 2014 la Fondazione Ernesto Pellegrini e Valentina Pellegrini aprirono le porte di Ruben, l’obiettivo era chiaro: offrire un pasto dignitoso e un sorriso a chi si era trovato improvvisamente in difficoltà. Non i “senza fissa dimora” o i “cronici della povertà”, già assistiti da altre realtà, ma i cosiddetti “penultimi”, persone e famiglie travolte da licenziamenti, separazioni o malattie. Nel 2020, durante la pandemia, il ristorante Ruben ha dovuto sospendere le cene in sala e distribuire i pasti solo da asporto. All’epoca, ogni sera uscivano circa 350 pasti confezionati con cura, anche quando la distanza imposta dal plexiglass sembrava separare le persone più delle parole. Oggi, il ristorante è tornato a essere un punto d’incontro.
Valentina Pellegrini: crescita e responsabilità
Nel frattempo, il Gruppo Pellegrini ha continuato a crescere. Dopo aver superato gli anni difficili del Covid-19 con una riduzione dei ricavi contenuta (-15% nel 2020), il Gruppo ha consolidato le sue aree di business, dalla ristorazione aziendale ai servizi di welfare, e nel 2024 ha superato il miliardo di euro di fatturato. Dal 2014 a oggi, oltre 500.000 pasti sono stati serviti presso il ristorante Ruben. Le tessere di accesso, valide tre mesi e rinnovabili, hanno permesso di mantenere l’obiettivo iniziale: offrire un aiuto temporaneo, non sostitutivo, per evitare la “cronicizzazione” della povertà. “È un ristorante appunto concepito per le famiglie, in cui si paga e dove si lavora sulla non cronicizzazione. La tessera dura tre mesi. Si può naturalmente rinnovare – ha spiegato Valentina Pellegrini – Ma la logica è quella del sostegno temporaneo. Non a caso, abbiamo dato vita con la Fondazione Ernesto Pellegrini, che gestisce formalmente il tutto, ad attività complementari: abbiamo assunto muratori e artigiani conosciuti qui per ristrutturare cinque appartamenti una volta dell’Aler, che poi abbiamo assegnato ad altrettante famiglie che frequentano Ruben”.




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