Le competenze come patrimonio da custodire e l’attenzione ai clienti in una fase di prezzi dell’energia in aumento. Sono i due temi al centro dell’intervista che Gianluca Bufo, CEO e Direttore Generale di Iren, ha rilasciato a “Il Giornale d’Italia” in occasione della seconda giornata di “InSummit 2026”, l’evento organizzato da BIP a Venezia. Il Gruppo intende preservare il proprio punto di forza e, allo stesso tempo, fare tesoro dell’esperienza maturata con la crisi del 2022.
Gianluca Bufo e la conoscenza: “Il nostro DNA sono le competenze”
Iren è nata formalmente 16 anni fa, ma discende da una serie di società con più di 100 anni di storia. Per Gianluca Bufo è questo il motivo per cui il Gruppo è fortemente basato sulle competenze e quindi sulla conoscenza, un valore che continua a rimanere nel suo DNA. Guardando al futuro, ha spiegato il manager, le competenze resteranno un driver importante, ma saranno “mixate” con ciò che offrono oggi la tecnologia, l’IA, all’interno di un più generale ricambio generazionale. Strumenti che, nelle sue parole, permettono di aggiungere “frecce al nostro arco” per consolidare il punto di forza dell’azienda: le competenze e, in definitiva, le persone. Sul tema del trasferimento della conoscenza, il manager ha precisato che non si tratta soltanto di una questione anagrafica, di passaggio tra lavoratori senior e giovani, ma di un tema di competenza più ampio. Ha ricordato, come esempio, che Iren applica da tre anni IA e sensoristica ai servizi di igiene ambientale, per affiancare e orientare il sapere di chi svolge questi mestieri in un contesto in cui le abitudini di consumo e la produzione dei rifiuti cambiano. Ne nasce, secondo Gianluca Bufo, un’ibridazione che migliora il passaggio di competenze e rende più attuale un patrimonio che resta tale, adeguandolo al 2026 e guardando lontano, al 2035.
Gianluca Bufo sul caro vita: “Facciamo tesoro di quanto vissuto nel 2022”
Sul fronte dell’attualità, Gianluca Bufo ha fotografato un contesto di instabilità che dal 2022, con la guerra in Ucraina, e quest’anno con il conflitto in Iran, non riguarda solo la geopolitica ma ha effetti sui prezzi dell’energia. Una dinamica che trascina i tassi di inflazione e di interesse e pesa soprattutto su ciò che cittadini, famiglie e imprese pagano per l’energia, visto che il prezzo dell’elettricità è sempre ancorato a quello del gas. Rispetto al primo shock del 2022, però, l’Europa e l’Italia sono oggi più attrezzate: il sistema si è dotato di maggiore flessibilità e, pur essendo aumentati negli ultimi mesi, i prezzi non hanno raggiunto i livelli di allora. Le “ricette” messe in campo da Iren in emergenza sono oggi un patrimonio: maggiore ascolto attraverso i canali di contatto, con più di 1.000 sportelli sul territorio e un call center sempre attivo, offerte che stabilizzano la crescita dei prezzi, come quelle a prezzo fisso anche pluriennali, e piani di rateizzazione per accogliere le difficoltà di cittadini, famiglie e imprese. Il momento, pur non essendo al livello del 2022, richiede un’attenzione che per Gianluca Bufo fa parte dell’approccio e della “postura” di Iren, non solo sul mercato ma soprattutto nei confronti dei clienti.















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