Luca de Meo: Italia al centro della strategia di Kering

Luca de Meo

Il CEO di Kering Luca de Meo ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia nella strategia del Gruppo: nessuna delocalizzazione, con l’84-85% dei prodotti realizzati nel Paese. Intanto, Kering punta a riorganizzare la supply chain in una filiera meno frammentata e con meno livelli, per garantire qualità, tracciabilità e controllo dei costi.

Luca de Meo, CEO di Kering

Luca de Meo: l’Italia si conferma essenziale per la strategia di Kering

“Il ruolo centrale dell’Italia nel nostro sistema produttivo resta uno dei pilastri della nostra strategia — ha ribadito il CEO di Kering Luca de Meo — Non abbiamo assolutamente alcuna intenzione di delocalizzare la produzione o di fare qualcosa di simile”. Il Paese rimane al centro della strategia industriale del Gruppo del lusso, forte del sistema manufatturiero italiano. L’84-85% dei prodotti di Kering è infatti realizzato in Italia e il 95% di questi è esportato. Nel totale delle vendite, l’80% è venduto in Paesi fuori dall’Europa. “Siamo probabilmente il Gruppo che ha più percentuale di prodotto che è fatto in questo Paese — ha sottolineato Luca de Meo — Quindi Kering ha investito molto sull’Italia”.

Luca de Meo: riorganizzare la supply chain del lusso per una filiera meno frammentata

Sotto la guida di Luca de Meo, Kering punta a riorganizzare la supply chain e a creare una nuova filiera che sia meno frammentata e con meno livelli. Lo scopo di una nuova filiera è garantire maggior qualità, controllo dei costi, tracciabilità e sostenibilità che derivano da un maggiore controllo lungo tutta la filiera. “La filiera oggi è molto profonda, forse troppo, ha troppi livelli ed è troppo frammentata. Nel comparto ci sono circa 600.000 dipendenti, 60.000 aziende”, ha evidenziato il CEO Luca de Meo. Tutte queste piccole realtà nascondono una problematica profonda: l’impossibilità di riuscire a competere con sistemi forti. Per questo la riorganizzazione della supply chain del Gruppo mira a trasformare la filiera e a renderla più solida e controllabile. Il settore del lusso ha come target una fascia di popolazione molto benestante che, secondo il CEO, oggi si attesta intorno alle 80 milioni di persone, numero che potrebbe raddoppiare nel futuro. Ma la crescita di questo target, però, potrebbe avvenire in nuovi Paesi, come USA, India o America Latina, con un conseguente adattamento del modello operativo, “perché, ad esempio, gli indiani comprano meno borse, però comprano più gioielli”.

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