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Teva torna alle acquisizioni e punta sulle neuroscienze

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Teva torna alle acquisizioni e punta sulle neuroscienze

Dopo anni di prudenza finanziaria e riorganizzazione interna, Teva torna protagonista sul fronte delle acquisizioni. Il Gruppo ha annunciato l’acquisto di Emalex Biosciences con un’operazione da 700 milioni di dollari upfront, a cui si aggiungono milestone fino a 200 milioni e royalties sulle vendite future. La chiusura è prevista entro il terzo trimestre del 2026 e il mercato ha reagito positivamente, con un significativo rialzo del titolo.

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Il ritorno strategico di Teva alle acquisizioni

Fulcro dell’accordo è ecopipam, candidato in fase avanzata per il trattamento della sindrome di Tourette, un disturbo neuroevolutivo che si manifesta tipicamente tra i 5 e i 10 anni con tic motori e vocali involontari, spesso debilitanti. Ecopipam introduce un approccio innovativo: agisce come antagonista del recettore dopaminergico D1, distinguendosi dalle terapie attuali che colpiscono prevalentemente i recettori D2. Questo diverso meccanismo potrebbe tradursi in un miglior equilibrio tra efficacia e tollerabilità. Nel 2025 uno studio di fase III mostrato il raggiungimento di endpoint clinici primari significativi rispetto al placebo. La richiesta di autorizzazione alla Food and Drug Administration è attesa nella seconda metà del 2026. L’operazione segna il ritorno di Teva alle grandi acquisizioni dopo il maxi-deal del 2016, quando rilevò il business dei generici Actavis da Allergan per oltre 40 miliardi di dollari.

Teva accelera sull’innovazione

L’acquisizione di Emalex riflette il cambio di rotta strategico avviato con il piano “Pivot to Growth”, con un maggiore investimento sui farmaci innovativi, soprattutto nelle neuroscienze. “È un esempio concreto della nostra strategia di crescita, che punta su accordi mirati ed efficienti per ampliare la pipeline innovativa”, ha commentato l’AD Richard Francis. I risultati del primo trimestre 2026 confermano questa transizione: a fronte di ricavi complessivi stabili intorno ai 4 miliardi di dollari, il segmento innovativo cresce del 41%. Tra i principali prodotti: Austedo per la malattia di Huntington (+41%), Ajovy per l’emicrania (+35%), Uzedy per la schizofrenia (+62%). Teva prevede di presentare richieste di autorizzazione per quattro nuovi farmaci innovativi nei prossimi cinque anni. Tra i progetti più promettenti figura duvakitug, anticorpo anti-TL1A sviluppato in collaborazione con Sanofi per le malattie infiammatorie intestinali, recentemente supportato da dati clinici positivi.

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