Pietro Labriola: infrastrutture telco strategiche per sicurezza e competitività
Pietro Labriola: l’intervento del Presidente di Asstel alla LUISS ha rimarcato la mancanza di monetizzazione degli operatori telco a fronte di costi e investimenti in infrastrutture e innovazione. Necessario un decreto sul settore che riformi e riconosca la centralità strategica delle telecomunicazioni per il Paese.
Pietro Labriola: la centralità delle infrastrutture telco per il Paese
Il Presidente di Asstel Pietro Labriola è intervenuto alla presentazione dello studio “L’urgenza di agire: regole eque per crescere, investire, competere nel digitale”, che si è tenuta presso la LUISS Guido Carli in occasione dell’evento promosso dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” e da Asstel lo scorso 22 aprile. Lo studio ha evidenziato un divario tra la crescita del traffico dati (+280% tra il 2019 e il 2025) e la capacità di monetizzare limitata da parte degli operatori telco. “È necessario superare una situazione in cui gli operatori di telecomunicazioni continuano a sostenere obblighi pubblicistici, investimenti infrastrutturali e costi di sicurezza senza adeguati meccanismi di compensazione”, ha sottolineato Pietro Labriola. Le reti delle telecomunicazioni sono diventate delle vere e proprie infrastrutture strategiche che operano per la sicurezza nazionale, per la resilienza, la competitività industriale e la sovranità digitale del Paese.
Pietro Labriola: l’urgenza di un decreto che riconosca il valore strategico delle telco
“Se l’ordinamento chiede alle telco di sostenere costi per proteggere sicurezza nazionale, resilienza e continuità del servizio, non possono poi trattarli come se fossero costi privati qualsiasi, senza alcun riequilibrio economico”, ha evidenziato Pietro Labriola. Diventa perciò necessario adottare misure che riconoscano il carattere pubblico di questi oneri e permettano una gestione sostenibile agli operatori, tra cui incentivi fiscali o fondi compatibili con la normativa europea. In aggiunta, il Presidente ha lanciato un messaggio alla politica, affinché urgentemente avvii un dialogo tra le autorità e le istituzioni per “ridurre la stratificazione normativa che oggi rallenta l’innovazione, indebolisce la capacità di investimento e crea incertezza per le imprese — ha rimarcato Pietro Labriola — Serve un Decreto Telecomunicazioni, o meglio un Decreto Connettività e Sicurezza Nazionale, capace di coordinare in modo organico tutte le riforme necessarie e di riconoscere pienamente il valore strategico delle telecomunicazioni per il Paese”.















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