Renato Mazzoncini: dalle utility capitali per 33 miliardi annui al 2050 per energia, reti, economia circolare, digitalizzazione

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini ha evidenziato il ruolo delle utility per la crescita del Paese e l’aumento dell’autonomia energetica nazionale. Lo studio presentato al Forum di Cernobbio stima un potenziale di 33 miliardi di euro annui fino al 2050 da risorse private delle aziende. Il potenziamento delle reti è una delle condizioni per un mercato europeo dell’energia.

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Renato Mazzoncini: dalle utility 33 miliardi annui al 2050 per competitività e l’autonomia energetica

“Il PNRR è finito il 30 giugno e bisogna tenere il volano dell’economia in funzione. Quindi abbiamo presentato oggi uno studio per dire che il sistema delle utility può essere un pezzo importante di questo volano, perché possiamo arrivare a investire 33 miliardi di euro all’anno”, ha evidenziato Renato Mazzoncini. L’AD e DG di A2A ne ha parlato in occasione della presentazione dello studio “Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese”, realizzato in collaborazione con TEHA Group e illustrato al 52° Forum di Cernobbio. Le risorse stimate potrebbero inoltre favorire l’autonomia energetica e la dipendenza dai combustibili fossili. “Le fonti autoctone che abbiamo in Europa sono fondamentalmente l’acqua, il sole, il vento e i rifiuti — ha rimarcato Renato Mazzoncini — e almeno quelle dobbiamo utilizzarle al massimo per aumentare l’autonomia energetica del nostro Paese e della nostra Europa”. Il Piano presentato sarà interamente finanziato con investimenti privati.

Renato Mazzoncini: potenziare le reti in Europa per avere un mercato unico dell’energia elettrica

All’interno dello studio presentato dall’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini salta all’occhio un dato rilevante, ovvero come una famiglia tipo in Italia abbia un costo complessivo energetico pari a 4.000 euro, stando ai calcoli prima della crisi dello stretto di Hormuz, di cui “1.800 euro per andare al distributore; 1.300 euro di gas per scaldare casa, 800/900 euro l’elettricità. Quindi questa è la parte più piccola, il 20%. Se ci si elettrifica in maniera spinta, al saldo complessivo sono 3.000 euro, cioè quasi il 30% di riduzione”. La creazione di un mercato unico europeo è un orizzonte positivo, ma al momento la fiscalità diversa tra i vari Paesi dell’UE genera degli incentivi asimmetrici, creando così una concorrenza intra-europea. “Per avere un mercato vero e unico dell’energia elettrica bisogna potenziare le reti — ha sottolineato Renato Mazzoncini — L’elettrone già si muove. La Spagna, per esempio, in questo momento è un grande produttore di rinnovabili, ha poca domanda, potrebbe esportare energia, ma sono deboli le reti che vanno dalla Spagna verso la Francia e verso il resto dell’Europa. Per quanto riguarda invece gli acquisti di gas, bisognerebbe assumere delle decisioni condivise”.

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