Unhate, la Fondazione di Alessandro Benetton sostiene la crescita dei ragazzi attraverso lo sport

Alessandro Benetton

Secondo una ricerca dell’Ente del Terzo Settore fondato da Alessandro Benetton, un giovane su quattro teme il futuro. Unhate Foundation e Sport Senza Frontiere rispondono con un progetto in grado di fornire una rete di professionisti che aiutano i ragazzi nella costruzione del proprio futuro.

Il manager Alessandro Benetton

L’Ente del Terzo Settore fondato da Alessandro Benetton e Sport Senza Frontiere insieme per i giovani

Un ragazzo su quattro si sente bloccato quando pensa al futuro. Non è perché manchino le opportunità, ma piuttosto perché ce ne sono troppe e si finisce per restare paralizzati. È quanto emerso dalla ricerca condotta dall’Osservatorio permanente di Unhate Foundation su un campione di oltre 1.500 ragazze e ragazzi tra i 13 e i 24 anni. Insieme a Sport Senza Frontiere, realtà attiva da oltre 15 anni che sostiene bambini e adolescenti in condizioni di fragilità attraverso lo sport, l’Ente del Terzo Settore fondato da Alessandro Benetton ha pensato a un’iniziativa in grado di fare davvero la differenza, partendo dalla presa di coscienza di un aspetto: ciò che spesso distingue la traiettoria di chi riesce a cogliere le possibilità a sua disposizione e chi no è la presenza o assenza di una guida. “Di sicuro contano le risorse economiche e il capitale culturale – afferma Irene Boni, Consigliere Delegato di Unhate Foundation – ma ancora di più quello che chiamiamo capitale relazionale. Avere attorno persone, in particolare adulti, che accompagnino ragazze e ragazzi nella costruzione del proprio senso rispetto al mondo”. Usando lo sport come “pretesto” per creare un gancio, viene data ai giovani la chance di entrare a far parte di una rete fatta di educatori, psicologi, società sportive e servizi sanitari. Una presa in carico globale che coinvolge famiglia, scuola e territorio. NextGen è il percorso formativo dedicato anche ai giovani che hanno già compiuto 18 anni e che, di fatto, non rientrerebbero tra i beneficiari delle iniziative tradizionali. Curato da psicologi ed educatori, consente loro di continuare a far parte di quella comunità passando dall’altra parte, nelle vesti di tutor. Tra le attività pensate per loro c’è un corso per arbitri: un ruolo che genera un forte senso di responsabilità, insegna a prendere decisioni, gestire conflitti e diventare un punto di riferimento per gli altri.

Alessandro Benetton: lo sport è uno strumento per far evolvere l’individuo

Unhate Foundation e Sport Senza Frontiere sono accomunati da una filosofia molto simile. Per il fondatore di Unhate Alessandro Benetton, lo sport non è solo performance: “È uno strumento per far evolvere l’individuo e creare un contesto sociale migliore”. Si tratta dello stesso spirito che anima i Joy Point, i campus estivi in cui bambini dalle estrazioni più disparate condividono sport, laboratori e momenti educativi. Un’esperienza all’insegna dell’inclusione e dell’integrazione che, a volte, porta persino a risultati inaspettati. È un esempio il caso di Denis Kovalenko, un giovane pattinatore ucraino giunto in Italia nel 2022 per sfuggire alla guerra. Intercettato proprio durante un Joy Point, oggi Denis veste i colori della Nazionale italiana – traguardo raggiunto grazie alla cittadinanza per meriti sportivi ottenuta con il sostegno di Sport Senza Frontiere – senza mai dimenticare la maglia dell’associazione che lo ha accolto. È in questo solco che si inserisce NextGen, il programma promosso da Sport Senza Frontiere e supportato da Unhate Foundation per accompagnare i ragazzi a partire dal triennio delle superiori in un’esperienza di crescita, formazione e volontariato. Presente a Roma, Milano, Napoli e Fiumicino, l’iniziativa permette agli adolescenti di seguire un percorso guidato da educatori e psicologi. Una volta pronti, i giovani diventano essi stessi protagonisti dei Joy Point, affiancando lo staff nei campus estivi e trasformandosi in tutor e guide per i più piccoli.

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