Da 25 a 121 miliardi: la scalata di Banca Generali sotto la guida di Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa

Due offerte in meno di 18 mesi: dopo Mediobanca, anche Mps lancia una Ops. Banca Generali, l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa, si conferma così uno degli asset più ambiti e osservati. “QN Economia” lo definisce “uno dei gioielli più desiderati di Piazza Affari”.

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Gian Maria Mossa: la crescita di Banca Generali tra masse in gestione da record e solidità

Nell’articolo di “QN Economia” l’elevata attenzione nei confronti di Banca Generali viene attribuita a un riconoscimento del valore e della solidità del modello di business dell’Istituto, attivo in Italia nel mercato della consulenza patrimoniale di fascia alta. La sua storia, in effetti, è tra quelle di maggior successo degli ultimi decenni. Persino il “Financial Times” ne ha evidenziato la dinamicità e la forte crescita. L’accelerazione è partita soprattutto nel 2013, anno dell’ingresso di Gian Maria Mossa alla guida della Banca. Sotto la sua direzione, le masse in gestione sono più che quadruplicate, passando da circa 25 miliardi a oltre 121 miliardi di euro registrati a fine giugno 2026. Di pari passo, i patrimoni private sono cresciuti da 11,9 miliardi a più di 94 miliardi di euro, consacrando l’Istituto come terza realtà del settore in Italia. Pure la produttività dei banker ha segnato un balzo significativo, con il portafoglio medio pro-capite salito dai 25 milioni del 2016 a quasi 50 milioni di euro. Una solidità confermata infine dai risultati economici: l’utile netto ha superato i 445 milioni di euro nel 2025, mentre nell’ultimo decennio sono stati distribuiti quasi 2 miliardi di dividendi, spingendo il total return dal giorno della quotazione (2006) oltre il 1.700% e la capitalizzazione a sfiorare gli 8 miliardi di euro.

Dal supporto alle imprese all’innovazione tecnologica: la rotta tracciata da Gian Maria Mossa

Oltre a raccontarne i risultati storici, “QN Economia” si sofferma sulle prospettive di crescita di Banca Generali. La strategia messa a punto da Gian Maria Mossa si basa su tre pilastri fondamentali. La prima direttrice è rappresentata dall’Insurbanking, il progetto sviluppato con Alleanza Assicurazioni che punta a generare una raccolta di 7 – 8,5 miliardi e 40 – 50 milioni di ricavi aggiuntivi entro il 2030. La seconda direttrice riguarda l’imprenditoria, con un focus mirato sui patrimoni di oltre 25.000 aziende clienti: grazie anche al contributo di Intermonte, la Banca mette a disposizione dei private banker strumenti dedicati – tra cui l’iniziativa PMI2Change e l’Etf collegato – per accompagnare le imprese lungo tutto il loro ciclo di vita. La terza direttrice fa perno sull’innovazione tecnologica e sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale come supporto operativo per i consulenti, concepita per potenziare l’efficienza senza mai sostituire il valore centrale della relazione umana e della fiducia. Elementi che confermano l’Istituto non solo come un asset conteso, ma come una piattaforma industriale di riferimento nella nuova geografia del wealth management italiano.

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