Italian Energy Summit 2026: Agostino Scornajenchi (Snam) traccia la rotta per la sicurezza energetica

Agostino Scornajenchi

Nel corso dell’Italian Energy Summit 2026 a Milano, il CEO di Snam Agostino Scornajenchi ha illustrato i traguardi dell’Italia sugli stoccaggi di gas, giunti all’87% della capienza. Il manager ha colto l’occasione per rimarcare la centralità della cooperazione europea e di una pianificazione strategica di lungo respiro per garantire la sicurezza del sistema.

Agostino Scornajenchi, CEO di Snam

Agostino Scornajenchi: l’Italia supera la media europea sugli stoccaggi di gas

Il 29 e 30 settembre si è tenuto a Milano l’Italian Energy Summit 2026, al quale ha preso parte anche il CEO di Snam Agostino Scornajenchi. Il manager, alla guida del primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, parlando degli stoccaggi, ha riferito che l’Italia avrebbe raggiunto l’87% della capienza, vale a dire circa 16,3 miliardi di metri cubi. L’obiettivo è quello di toccare quota 17 miliardi, così da arrivare al 90% della capacità complessiva. Questi numeri posizionerebbero il Paese ben al di sopra della media europea e di molti partner continentali. “Garantire la pienezza delle scorte prima della stagione invernale rappresenta un dovere primario per una nazione fortemente dipendente dal consumo di gas come l’Italia – ha sottolineato il CEO – Tuttavia, trattandosi di un sistema energetico interconnesso, una condizione necessaria non risulta di per sé sufficiente, motivo per cui sarebbe stata auspicabile una maggiore omogeneità negli sforzi compiuti dagli altri Paesi europei”. Da un lato, dunque, emerge la necessità di un maggior coordinamento a livello europeo, nell’ottica di un sistema energetico sempre più interconnesso, dall’altro, ancora più impellente, quella di integrare infrastrutture, fonti e rotte di approvvigionamento. Quest’ultima avrebbe un ruolo centrale nel garantire la sicurezza energetica. “Occorre reintrodurre un esercizio di strategia energetica di lungo periodo ed è la cosa più difficile da fare perché nell’energia nulla succede dall’oggi al domani ma in decenni. Dobbiamo porci il tema di come garantire la resilienza in futuro”.

Agostino Scornajenchi: rinnovare la strategia oltre l’emergenza

Diversificare rotte e infrastrutture consente al sistema energetico di poter reagire con maggiore flessibilità agli shock sui mercati. In Italia questo percorso è stato avviato a seguito della crisi russa, con la progressiva riduzione della dipendenza da quell’area e l’incremento dei flussi provenienti da Africa e Azerbaigian, nonché al ricorso ai terminali di rigassificazione italiani (Livorno, Piombino, Ravenna, Rovigo e Panigaglia) e ai vari punti di ingresso via terra. Insieme a diversificazione, l’altra parola chiave è integrazione. Nel suo intervento, Agostino Scornajenchi ha ribadito quanto sia fondamentale riuscire a superare la logica della sostituzione di una fonte con un’altra, a favore del concetto di “integrazione energetica”. “La vera questione è come le fonti debbano essere integrate in modo intelligente. Questo concetto di sostituzione non c’è”. Secondo il CEO di Snam, “in un mondo che per l’80% è ancora alimentato dai fossili e in cui la domanda di energia cresce molto velocemente, bisogna integrare le fonti fra loro” perché “servono tutte”. Il manager ha infine ricordato come le decisioni nel settore energetico richiedano tempi lunghi e una visione in grado di andare oltre l’emergenza del momento. “Dobbiamo reintrodurre seriamente un esercizio di strategia energetica di lungo periodo. L’energia è un patto fra generazioni, un patto tra chi non c’è più e chi non c’è ancora”.

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