Valentina Pellegrini è Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., realtà italiana della ristorazione che guida dal 2025, dopo la scomparsa del padre Ernesto. In un’intervista rilasciata a “Sette – Corriere della Sera”, racconta come vive questo ruolo e come sta cambiando l’azienda.
Valentina Pellegrini, l’eredità del padre Ernesto tra radici e valori
Per Valentina Pellegrini il passaggio generazionale è stato graduale: il padre l’ha preparata per anni, e lei la considera una grande fortuna. Quando è entrata in azienda, nel 2010, dopo la laurea in Economia, aveva la sensazione di conoscerla già, perché in famiglia se ne parlava con il riguardo dovuto alle cose importanti. Il padre le ha lasciato campo libero per costruire il proprio percorso, così ha potuto lavorare in diversi settori del Gruppo. Dal padre dice di aver imparato a non perdere di vista le proprie origini e a considerare l’impresa come un modo per creare valore per tutti, dal personale a chi frequenta le mense. Ernesto era un uomo umile, figlio di ortolani, che si era fatto da solo e aveva un forte senso della restituzione. La figlia lo descrive come energico, carismatico e dolce. Lavorava sette giorni su sette, soprattutto negli anni da Presidente dell’Inter, ma la famiglia restava al centro. Il sabato era riservato a lei: la andava a prendere a scuola, pranzavano sempre nella stessa pizzeria, facevano una passeggiata e la sera cenavano insieme. La domenica la portava allo stadio. Valentina Pellegrini prova a fare oggi lo stesso con i suoi due figli, di 7 e 10 anni: c’è a colazione e a cena, e il fine settimana è tutto per loro.
Valentina Pellegrini guarda avanti, tra wellbeing company e solidarietà a Milano
L’azienda non si limita più a servire pasti, racconta Valentina Pellegrini: oggi si occupa del benessere delle persone e promuove una vera cultura alimentare, con menù messi a punto insieme a un team di nutrizionisti. Le persone seguite sono milioni, e questo comporta una forte responsabilità sul fronte della salute. La pandemia e il lavoro agile hanno accelerato un cambiamento già avviato: prima ci si chiedeva soprattutto che cosa mangiare, ora contano anche il quando e il dove, e la mensa può diventare uno spazio polifunzionale. Da qui l’idea di wellbeing company, una società integrata per il benessere delle persone che favorisca salute e qualità della vita. Resta forte anche l’attenzione ai più fragili. Quando, 12 anni fa, è nata la Fondazione Ernesto Pellegrini, il sostegno era rivolto soprattutto a chi aveva perso il lavoro. Oggi il quadro è diverso: ci sono i working poor, spesso giovani, che hanno un impiego e uno stipendio ma a Milano fanno fatica ad arrivare a fine mese. La città, spiega la Presidene e AD, non è più del tutto quella “dal coeur in man”, e la cosa le dispiace perché la ama: offre molte opportunità, ma gli affitti sono altissimi e il disagio cresce. Quest’anno la Pellegrini S.p.A. aprirà un nuovo ristorante solidale e rafforzerà la presenza a Lorenteggio. Nel 2025, anno del sessantesimo anniversario dell’azienda e della morte del padre, Valentina Pellegrini ha deciso di destinare metà dei profitti ai circa 11mila dipendenti, con una quota crescente in base agli anni di servizio. La misura ha coinvolto tutti, dai dirigenti agli impiegati fino a chi lavora nei servizi, ed è stata per lei un gesto di gratitudine verso la comunità aziendale.














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